Trump: Gerusalemme è la capitale di Israele

Ha fatto grande scalpore l’annuncio di Trump su Gerusalemme di 48 ore fa, in cui dichiarava che gli Stati Uniti riconoscevano ufficialmente lo status di capitale di Israele alla città che da ormai oltre un secolo è terra di contesa fra 3 religioni mondiali. La delicata questione mediorientale sembra essere arrivata ad un punto di rottura con questa decisione che spazza via decenni di trattative per la pace. Immediate le reazioni delle nazioni appartenenti all’ Onu.

Molti capi di stato, fra cui anche il premier Gentiloni, hanno definito sconsiderate le azioni del neo eletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Gerusalemme è infatti una questione delicata su cui c’è ancora molto lavoro da fare in termini di diplomazia ed accordi. Quasi tutti i membri dell’Onu hanno infatti condannato il gesto del presidente USA, asserendo che la soluzione ideale sulla quale si sta lavorando ormai da anni è quella della capitale condivisa fra Israele e Palestina.

Anche Papa Francesco è intervenuto sulla questione asserendo la necessità di proseguire coi dialoghi evitando gli ultimatum che mettono a rischio una pace già di per sé estremamente precaria e fragile. La decisione di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme ha ulteriormente infiammato gli anime dei leader arabi, che vedono nel gesto di Trump una sfida ai loro diritti oltre che alle convenzioni Onu del 1993.

La situazione in medioriente non è mai stata più calda e al centro di tutto vi è un unico uomo che ha deciso per tutti, mettendo a nudo il rischio concreto di un conflitto armato. Quali saranno gli sviluppi della situazione? Cosa ci attende nell’ immediato futuro se la politica Nazionalista di Donald Trump dovesse spingersi oltre?

 

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